Esterometro: gli adempimenti previsti per il 2022

 

Con l’art.5, c.14-ter, L. 215/2021 di conversione del D.L. 146/2021 (G.U.n.301 del 20/12/2021), è stata confermata l’abolizione della comunicazione telematica dei dati relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere (cd. esterometro), a decorrere dal 1 luglio 2022.

Questo comporta che per le operazioni dal 1° gennaio 2022 al 30 giugno 2022 i soggetti tenuti alla fatturazione elettronica possono ancora trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate con cadenza trimestrale i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato attraverso l’”esterometro”.

A decorrere dal 1° luglio 2022 la trasmissione della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio di Dati “SDI”, già obbligatoria in Italia per le fatture interne e facoltativa per le fatture estere, diventerà obbligatoria anche per le fatture relative a operazioni transfrontaliere di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute nei confronti di soggetti al di fuori del territorio dello Stato.

Si ricorda che restano esonerati dall’adempimento i soggetti non obbligati alla fatturazione elettronica quali, a titolo di esempio, i contribuenti che si avvalgono dei regimi di vantaggio come i minimi o forfetari. Si ricorda inoltre che restano escluse dalla comunicazione le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche.

 

Tutto ciò premesso, quindi, per il solo anno 2022 dovranno essere tenute in considerazione due modalità diverse per espletare il medesimo adempimento comunicativo:

– Per le operazioni da e verso l’estero del periodo compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 30 giugno 2022, in caso non si volesse già provvedere con invio facoltativo tramite SDI, si potrà ancora considerare possibile l’invio dell’”Esterometro” entro le scadenze del 2 maggio per le operazioni del primo trimestre 2022 ed entro il 31 luglio per le operazioni del secondo trimestre 2022;

– Per le operazioni da e verso l’estero dal 1° luglio 2022 in poi, il canale di invio sarà lo SDI e ciò comporterà che dalla comunicazione trimestrale si passerà obbligatoriamente allo standard della fatturazione elettronica.

I dati delle operazioni saranno trasmessi con termini differenziati per le operazioni attive e passive di seguito specificati:

 

  • Per le operazioni attive la trasmissione al Sistema di Interscambio dei dati della fattura a soggetto estero è effettuata entro 12 giorni dal termine di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi;

 

  • Per le operazioni passive la trasmissione è effettuata entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.

 

Gli operatori hanno ancora alcuni mesi di tempo per adeguare i propri sistemi informatici in quanto, soprattutto con riferimento alle fatture passive, è doveroso prendere i necessari accorgimenti al fine di poter registrare tempestivamente i documenti relativi alle fatture passive da fornitori esteri che spesso possono ancora essere ricevute solamente in modalità cartacea o essere ricavate in formato digitale dai portali di utenze estere.

Per le fatture passive estere, infatti, oltre alla corretta registrazione ai fini contabili e fiscali, deve ora essere generato un documento fiscale quale autofattura o documento integrativo da inviare allo SDI per il corretto adempimento in oggetto.

 

Operativamente, le ultime specifiche aggiornate con il provvedimento n. 374343 del 23/12/2021 richiedono che per le operazioni attive è necessario impostare il campo del tracciato “codice destinatario” con un valore convenzionale XXXXXXX mentre per le operazioni passive vanno utilizzati i seguenti tipi di documento:

TD17 Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero;

TD18 Integrazione per acquisto di beni intracomunitari;

TD19 Integrazione/autofattura per acquisto di beni (articolo 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972);

TD20 autofattura per regolarizzazione/integrazione delle fatture (articolo 46, comma 5, D.L. 331/1993).

 

A disposizione per ogni esigenza di approfondimento.

 

Dott. Fabio Pennetta

 

LEGGE DI BILANCIO 2022

 

BONUS QUOTAZIONE PER LE PMI

 

La legge di Bilancio 2022 ha previsto la proroga del credito di imposta per le PMI destinate alla quotazione (Art. 1 comma 46, L. 30 Dicembre 2021 n. 234).

L’incentivo si riduce tuttavia ad Euro 200.000, rispetto alla misura originaria di Euro 500.000 che scadeva nel 2021.

A fronte dei costi sostenuti per l’ammissione alla quotazione si ha diritto ad un credito di imposta, fino ad un importo massimo di Euro 200.000, commisurato al 50% dei costi di consulenza sostenuti fino al 31 Dicembre 2022 per la predetta finalità.

Il credito di imposta è utilizzabile in compensazione e non soggiace al limite generale delle compensazioni (elevato nel 2022 ad Euro 2 milioni), e tantomeno al limite annuale di Euro 250.000 per i crediti di imposta da quadro RU.

La misura in questione riguarda le PMI (come definite a livello comunitario con la raccomandazione 2003/361/Ce della Commissione) ed è relativa ai costi sostenuti per l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro UE o See.

Le attività ammissibili sono quelle:

–    finalizzate alla quotazione quali l’implementazione e l’adeguamento del controllo di gestione, l’assistenza nella redazione del piano industriale, il supporto all’impresa nelle varie fasi;

–    fornite durante la fase di ammissione e finalizzate ad attestare l’idoneità della società all’ammissione e alla successiva permanenza sul mercato;

–    necessarie per collocare presso gli investitori le azioni quotate;

–    finalizzate a supportare l’emittente nella revisione delle informazioni finanziarie storiche o prospettiche;

–    di assistenza all’emittente nella redazione del documento di ammissione, del prospetto, dei documenti necessari per il collocamento presso investitori qualificati;

–    spese legali, fiscali, contrattualistiche inerenti la procedura di quotazione;

–    di comunicazione tramite interviste, comunicati stampa, eventi e presentazioni alla comunità finanziaria.

 

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

 

***

 

A disposizione per ogni esigenza di approfondimento.

 

Milano, 17 Gennaio 2022

 

 

Dott. Andrea Mariani

 

 

Divieto di abuso del diritto per l’IVA

Nella sentenza del 23/11/2017, relativa alla causa C-251/16, la Corte di Giustizia Ue analizza le operazioni poste in essere da alcune persone fisiche su degli immobili situati in Irlanda. Più nel dettaglio, i soggetti in questione erano comproprietari di un’area di sviluppo sulla quale sono state realizzate case per vacanze destinate alla vendita.

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La riforma fallimentare e il ruolo dei professionisti

Il 30 ottobre 2017 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 254, la Legge n. 155/2017 che riforma i principi e gli istituti di gestione della crisi di impresa e dell’insolvenza. All’art. 1 del testo il Governo viene delegato ad adottare uno o più decreti legislativi entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, al fine di riformare le procedure concorsuali e disciplinare nuovamente sia la composizione delle crisi da sovraindebitamento sia il sistema dei privilegi e delle garanzie.

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Novità in materia di ACE e SUPER-ACE

 

Rilevanza della riserva di rivalutazione ai fini ACE e SUPER-ACE

 

Il Decreto Sostegni-bis (D.L. 73/2021) aveva, come noto, introdotto la cosiddetta “Super Ace” prevedendo che alla variazione in aumento del capitale proprio si applichi un coefficiente di remunerazione del 15%, in luogo di quello dell’1,3% invece previsto dalla già esistente “Ace”.

La “super-ACE 2021” trova applicazione solo con riguardo al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2020 (2021, per i soggetti “solari”).

La variazione in aumento del capitale proprio che rileva ai fini dell’applicazione del super-coefficiente del 15% non può in ogni caso eccedere l’ammontare massimo di 5 milioni di euro.

Nel caso dei soggetti IRES, l’applicazione del super-coefficiente del 15%, in un contesto in cui la base imponibile delle imposte sul reddito sconta un’aliquota di imposta del 24%, comporta un vantaggio fiscale netto pari al 3,6% della variazione in aumento agevolata del capitale proprio (= 15% x 24%), da cui consegue un beneficio massimo fruibile pari a 180.000,00 euro su una variazione in aumento del capitale proprio pari al tetto massimo riconosciuto di 5 milioni di euro.

Altra peculiarità della “super-ACE 2021”, rispetto alla ordinaria disciplina del beneficio ACE, consiste nel fatto che, relativamente ai conferimenti in denaro, la variazione in aumento del capitale proprio rileva a partire dal primo giorno del periodo di imposta e non soltanto a partire dal giorno in cui il conferimento in denaro è stato concretamente effettuato, escludendo pertanto l’obbligo di procedere al “ragguaglio ad anno” per i conferimenti in denaro effettuati nel corso del periodo di imposta e rendendo così “pieno” il beneficio fruibile anche per quei conferimenti che si fossero perfezionati verso la fine del periodo di imposta.

Al fine di evitare variazioni in aumento del capitale proprio nel periodo super-agevolato, seguite poi da “rapide” riduzioni del medesimo nei periodi di imposta successivi a quello in corso al 31.12.2021, la speciale disciplina della “Super-ACE” prevede espressamente, in corrispondenza dei co. 3 e 4 dell’art. 19 del DL 73/2021, un meccanismo di “recapture” del beneficio fruito (sia nel caso di fruizione “ordinaria” sotto forma di variazione in diminuzione deducibile dalla base imponibile, sia nel caso di fruizione “speciale” sotto forma di credito di imposta).

In particolare, tale meccanismo di “recapture” implica che, per non dover restituire nemmeno in parte il beneficio fruito, la variazione in aumento del capitale proprio, che ha dato titolo a fruire della “Super ACE 2021” non deve venire riassorbita da variazioni in diminuzione del capitale proprio prima della fine del secondo periodo di imposta a quello in corso al 31.12.2021 (prima dell’1.1.2024, per i soggetti “solari”).

Con la risposta all’interpello 889/2021 l’Agenzia delle Entrate ha analizzato la rilevanza ai fini “ACE” e “SUPER- ACE” della riserva da rivalutazione derivante dalle rivalutazioni dei beni materiali e immateriali (anche con metodo “indiretto” ossia mediante la riduzione dei fondi ammortamento).

L’Agenzia, richiamando la circolare 21/E/2015, ha preliminarmente concluso per la esclusione delle riserve di rivalutazione dall’Ace nell’anno di iscrizione in Bilancio, in quanto generate da processi valutativi.

Le riserve di rivalutazione possono però rientrare nell’ambito di applicazione dell’”Ace” e “Super-Ace” per la quota parte dei maggiori valori che viene poi realizzata.

Il “realizzo” dei plusvalori può ritenersi avvenuto:

-in caso di vendita dei beni rivalutati

-per effetto del transito a conto economico dei maggiori ammortamenti stanziati sulla rivalutazione.

Ciò che rileva a questi fini è la maggiore quota di ammortamento contabile (non fiscale): quindi, ad esempio, per i marchi rivalutati si dovrà considerare realizzato l’importo dell’ammortamento iscritto a bilancio (anche se deducibile nei limiti di un cinquantesimo).

Nel corso di “Telefisco 2022”, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che i maggiori ammortamenti transitati a conto economico 2021 per effetto della rivalutazione (anche a seguito di riduzione del fondo ammortamento), costituiscono un incremento rilevante ai fini della “Super Ace”.

L’importo da considerare si calcola confrontando l’ammortamento stanziato sui beni rivalutati con quello che si sarebbe generato in assenza di rivalutazione (anche indiretta con riduzione del fondo ammortamento).

E’ dunque importante, già nei lavori preparatori alla predisposizione del Bilancio d’Esercizio, una puntuale individuazione degli ammortamenti 2021 transitati a conto economico per effetto della rivalutazione effettuata nel precedente esercizio.

 

Novità in tema di ragguaglio temporale ai fini ACE e SUPER-ACE

Il Decreto Sostegni-bis ha previsto, per l’agevolazione “Super ACE”, la decorrenza dal primo giorno dell’esercizio in relazione agli incrementi patrimoniali 2021.

Questa regola speciale deroga al principio previsto per l’ACE ordinaria che prevede, per gli apporti dei soci in denaro mediante aumenti di capitale, versamenti in conto capitale, rinunce a crediti dei soci, che la loro rilevanza sia parametrata al numero di giorni che mancano alla fine dell’esercizio.

In occasione di “Telefisco 2022” l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’assenza di ragguaglio temporale, ai fini del calcolo dell’agevolazione, si riferisce esclusivamente alla Super ACE, e quindi solo per gli apporti 2021 fino a 5 milioni di Euro.

Da ultimo, è stato chiarito che vige invece il ragguaglio temporale anche per la “Super ACE” qualora il periodo di imposta sia inferiore ai 12 mesi.

In questo caso il coefficiente del 15% (come avviene anche per l’”ACE” ordinaria) essendo commisurato a un anno solare, dovrà essere ragguagliato alla diversa durata del periodo di imposta.

 

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A disposizione per ogni esigenza di approfondimento.

 

Milano, 31 Gennaio 2022

 

Dott. Andrea Mariani

 

 

 

LEGGE DI BILANCIO 2022

 

 

Deduzione marchi e avviamenti a un cinquantesimo

 

La Legge di Bilancio 2022 (Art. 1 commi 622-624, L. 30 Dicembre 2021 n. 234) ha inaspettatamente previsto un consistente inasprimento delle condizioni per le rivalutazioni ed i riallineamenti dei valori fiscali di marchi ed avviamenti che, a fronte di una imposta sostitutiva del 3%, avevano trovato ampio consenso, considerato il vantaggio fiscale, con la legge di Bilancio 2021.

Queste modifiche “postume” sono state operate al dichiarato fine di correggere la sottostima degli effetti sul bilancio pubblico della normativa sulle rivalutazioni degli “intangible” come formulata nella Legge di Bilancio 2021, secondo la quale pagando “solo” il 3% si potevano rivalutare e riallineare (nei Bilanci 2020) questi “intangibles” con una deduzione ai fini Ires ed Irap in 18 anni.

Peraltro, mentre la rivalutazione era concessa solo ai soggetti “OIC Adopter”, il riallineamento era concesso anche ai soggetti “IAS Adopter”.

In questo contesto, la L. 234/2021 inserisce il nuovo co. 8-ter nell’art. 110 del DL 104/2020, ai sensi del quale, con riferimento ai maggiori valori imputati ai sensi dei co. 4, 8 e 8-bis dello stesso art. 110 alle attività immateriali che sono ammortizzabili, ex art. 103 del TUIR, per diciottesimi (ossia: marchi e avviamento), la deduzione è effettuata in misura non superiore a un cinquantesimo.

Il nuovo co. 8-quater consente che venga mantenuto l’ammortamento per diciottesimi, ma solo dietro versamento dell’imposta sostitutiva prevista dall’art. 176 co. 2-ter del TUIR (a scaglioni dal 12% al 16%), al netto dell’imposta sostitutiva del 3% pagata per la rivalutazione o per il riallineamento.

Occorrerà quindi versare (al netto del 3% già versato):

-il 9% fino a 5 milioni di Euro

-l’11% da 5 milioni a 10 milioni di Euro

-il 13% oltre 10 milioni di Euro

Una terza opzione è quella di revocare, anche parzialmente, la disciplina fiscale dell’art. 110 del DL 104/2020, con modalità e termini che verranno stabiliti da un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

All’impresa che rinuncia agli effetti della rivalutazione o del riallineamento l’imposta sostitutiva del 3% pagata viene rimborsata, o ne è ammesso l’utilizzo in compensazione nel modello F24.

In caso di revoca “solo” fiscale occorre peraltro considerare anche gli effetti derivanti dal disallineamento tra i maggiori valori contabili ed i minori valori fiscali con necessità di stanziare le imposte differite passive.

Il nuovo co. 8-ter dell’art. 110 del DL 104/2020 prevede, poi, un apposito meccanismo a seguito del quale, in presenza di operazioni realizzative, il periodo cinquantennale di deduzione è “traslato” sulle minusvalenze.

Più precisamente, nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale o familiare dell’imprenditore o, ancora, di eliminazione dal complesso produttivo:

  • la minusvalenza è deducibile, fino a concorrenza del valore residuo del maggior valore imputato a seguito della rivalutazione (oppure oggetto di riallineamento), in quote costanti per il residuo periodo di ammortamento come rideterminato in virtù delle nuove disposizioni;
  • per l’eventuale soggetto avente causa la quota di costo riferibile al residuo valore ammortizzabile di tale maggior valore, al netto dell’eventuale minusvalenza dedotta dal dante causa, è ammessa in deduzione in quote costanti per il residuo periodo di ammortamento.

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A disposizione per ogni chiarimento.

Milano, 17 Gennaio 2022

Dott. Andrea Mariani

Giudizio ragionato e motivato che si fonda su stime, non è mai il risultato di un mero calcolo matematico.
Qualsiasi valutazione richiede una dose significativa di giudizio da parte dell’esperto. Tale giudizio deve essere formulato obiettivamente e non deve sovra o sottostimare il risultato della valutazione.
Obiettivo della valutazione è che il risultato sia ragionevolmente condivisibile da altri esperti indipendenti.

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Utili delle società intermedie comunitarie tassati nel limite del 5%

Con la risoluzione n. 144 pubblicata ieri, 22 novembre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha nuovamente analizzato il tema dei dividendi distribuiti alla capogruppo italiana da parte della controllata diretta comunitaria, ma che si sono formati in capo a controllate di secondo livello a regime fiscale privilegiato.

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WEB TAX all’esame del parlamento

L’emendamento 88.0.1 al disegno di legge di bilancio 2018, presentato presso la Commissione Bilancio del Senato e rubricato “Misure fiscali per l’economia digitale”, contiene la disciplina della nuova web tax italiana.

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